Archive for the ‘Interviste’ Category

Intervista a Paul McNULTY

29 aprile 2010

Le interviste di Pianosfera si arricchiscono di un nuovo capitolo.

Paul McNulty parla con Pianosfera della recente costruzione di un Pleyel da concerto del 1830.

Paul McNulty è già noto a Pianosfera per il bellissimo Walter del 1805 appositamente costruito per l’Associazione Mozart Italia di Cagliari. In occasione del bicentenario chopiniano Paul McNulty ha realizzato, per la prima volta, una copia del Pleyel da concerto fabbricato a Parigi all’inizio degli anni trenta dell’Ottocento; esattamente lo strumento di cui si serviva abitualmente Chopin, che – come è noto – prediligeva questi pianoforti per il loro suono e per la leggerezza della loro meccanica. Il Pleyel era uno degli strumenti più famosi e apprezzati dell’epoca ed era fornito della cosiddetta meccanica inglese, assai differente da quella montata su tutti gli strumenti viennesi che Paul McNuty costruisce da molti anni. (Per una spiegazione dettagliata e approfondita sulle caratteristiche delle due diverse meccaniche, rimandiamo alla “breve storia del pianoforte” che si può facilmente trovate nel nostro sito).

La costruzione artigianale di uno grande strumento da concerto di epoca romantica (il Pleyel è lungo due metri e mezzo), che prevede già diverse parti metalliche ed una discreta tensione delle corde, è un operazione piuttosto complicata, che ha preso a Paul McNulty quasi un anno di lavoro, ma il risultato è stato entusiasmante e lo si può apprezzare su you.tube, dove sono presenti alcune registrazioni di Viviana Sofronitsky effettuate proprio su questo strumento.

Nella lunga intervista che ci ha gentilmente rilasciato, Paul McNulty ci spiega le ragioni che l’hanno spinto a scegliere di replicare, tra i vari pianoforti dell’epoca Chopin, proprio il Pleyel e ci svela alcune sorprendenti caratteristiche dello strumento.

Happy Fingers a Pianosfera

9 aprile 2010

Una conversazione con Tiziano Poli su Happy Fingers inaugura la sezione delle interviste di Pianosfera. Il pianista milanese, concertista e didatta di fama, ha recentemente brevettato un dispositivo per sviluppare il corretto movimento digitale – dispositivo cui ha appunto dato il nome di Happy Fingers – e nell’intervista risponde a domande sui principi che hanno ispirato l’invenzione e sul suo funzionamento.

Gli attrezzi per allenarele dita possono sembrare un retaggio ottocentesco, ma non affatto cos Basta vedere Happy Fingers e scoprire come funziona per capire che si basa su principi moderni e perfettamente razionali, ed tra l’altro, utilissimo a comprendere il funzionamento della mano al pianoforte.

Tiziano Poli ha naturalmente un suo sito (www.tecnicapianistica.com) dove si possono trovare tutte le informazioni su Happy Fingers, illustrazioni, filmati, una dettagliata spiegazione dei principi biomeccanici che hanno portato alla sua invenzione, molte testimonianze di pianisti (anche molto famosi!) che l’hanno usato e ne hanno constatato l’efficacia.

Nel sito si putrovare anche una preziosa ed esauriente sezione dedicata alla tecnica pianistica e ai movimenti di tutte le articolazioni coinvolte nell’azione del corpo alla tastiera.