Serate Mozartiane 2011

19 luglio 2011

Teatro Civico di Cagliari

17 – 27 – 30 luglio, 5 agosto 2011 Ore 21.00

Domenica 17 luglio si è tenuto nel Teatro Civico di Castello a Cagliari il concerto inaugurale delle Serate Mozartiane 2011. Protagonista della serata è stato il giovane pianista Gesualdo Coggi. Recente terzo premio al concorso Busoni, il giovane pianista italiano allievo di Alfred Brendel e Roberto Cappello è già lanciato in una brillante carriera internazionale ed è potuto essere a Cagliari grazie alla ormai decennale collaborazione tra l’Associazione Mozart Italia e il Keyboard Trust di Londra. Nel suo programma Gesualdo Coggi ha proposto due tra le più belle Sonate di Mozart e la grande Sonata in do minore di Franz Schubert.

Mercoledì 27 settembre sarà la volta del duo violino e pianoforte formato dal violinista israeliano Daniel Fradkin, già primo violino dell’Orchestra Sinfonica di Gerusalemme, e dal fortepianista russo Yuri Martynov. Nota a Cagliari anche come vincitore del concorso pianistico intitolato a Ennio Porrino, Martynov è considerato uno dei più completi ed eclettici musicisti russi della sua genereazione. Pianista, organista e clavicembalista, Martynov eseguirà il concerto sul fortepiano Walter & Shon di proprietà dell’Associazione.

Sabato 30 luglio salirà sul palco del Teatro Civico il duo pianistico statunitense formato da Claire Aebersold e Ralph Neiweem. Per la prima volta a Cagliari, il noto duo eseguirà un programma a due pianoforti dedicato a Mozart (Le Variazioni op. 501, la Fantasia K 608 e la grande Sonata per due pianoforti K 448) e alle più belle elaborazioni mozartiane di due grandi virtuosi della tastiera: Ferruccio Busoni e Franz Liszt. Di quest’ultimo i due pianisti eseguiranno le funamboliche Reminescenze sull’Opera “Don Giovanni” .

Il concerto di chiusura, Venerdì 5 agosto, sarà affidato all’orchestra “Sinfonietta Monteverdi”, una formazione interamente composta da giovani strumentisti cagliaritani che è già stata più volte ospite delle Serate Mozartiane, ottenendo sempre lusinghieri successi di pubblico e critica.

L’orchestra, diretta da Roberto Pischedda, accompagnerà le sue prime parti nella bellissima Sinfonia Concertante per oboe, clarinetto, corno e fagotto K 297b e terminerà il concerto con la celeberrima e sempre amatissima Sinfonia in sol minore K 550.

Concerti in onore di Franz Liszt

16 maggio 2011

FRANZ LISZT
Il genio multiforme
15 giugno – 26 ottobre
Cagliari
Auditorium del Conservatorio
Ore 18,30
Ingresso gratuito

In occasione del bicentenario della nascita di Franz Liszt il Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari propone otto concerti che, in percorsi tematici ben definiti, guideranno l’ascoltatore nel mondo multiforme della poetica del grande pianista e compositore ungherese. Entrato nella leggenda come impareggiabile funambolo della tastiera, Liszt rivoluzionò la tecnica del suo strumento e portò il virtuosismo pianistico ad un livello prima di lui impensabile. Ma fu soprattutto un musicista dotato di un’inesauribile energia creativa e un colto protagonista dei movimenti artistici più rappresentativi del suo tempo, ai quali partecipò anche nelle vesti di scrittore e infaticabile promotore di ogni forma d’arte.

Ad aprire la rassegna il 15 giugno sarà il duo pianistico formato da Elisabetta Dessì e Francesco Giammarco, impegnati in un programma ispirato a due tra i miti più cari a Liszt: La Leggenda di Santa Elisabetta e il Faust di Lenau. Il 6 luglio seguirà un concerto dedicato al rapporto tra Liszt e Wagner, il 13 luglio un recital organistico, con i capolavori dedicati da Liszt a questo strumento. Il concerto del 14 settembre sarà incentrato su Ballate, Rapsodie e consolazioni e quello del 5 ottobre al rapporto tra Liszt e il romanticismo francese, con l’esecuzione della trascrizione per pianoforte e viola dell’Aroldo in Italia di Berlioz. Il recital del 12 ottobre avrà come tema Sonetti e Preludi e i due concerti finali, quelli del 19 e 26 ottobre saranno dedicati rispettivamente al rapporto di Liszt con l’Italia e con L’Opera lirica.
Ecco la lista completa di brani ed esecutori.

Programma

15 giugno
La luce e le tenebre
Quattro pezzi dalla Leggenda di Santa Elisabetta
Due episodi dal Faust di Lenau
Mephisto Walzer n. 2
Elisabetta Dessì e Francesco Giammarco, duo pianistico

6 luglio
Liszt e Wagner
Mephisto Walzer
Ammonizione di Lohengrin
e Sogno di Elsa
Parafrasi dal Rienzi
Armonie della Sera
Morte di Isotta
Massimo Lambertini, pianoforte
Stefano Porru, pianoforte

13 luglio
Liszt all’organo
Ave Maria
Evocation á la Chapelle Sixtine
Preludio e fuga sul nome B.A.C.H.
Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen
Fabrizio Marchionni, organo

14 settembre
Ballate, Rapsodie e Consolazioni
Ballate n. 1 e 2
Sei Consolazioni
Romance oubliée
Die Zelle in Nonnenwert
Un sospiro
Rapsodia spagnola
Rapsodia ungherese n.6
Gianfilippo Piga, pianoforte
Giovanni Tocco, violoncello Mirko Atzori, Pianoforte
Marco Sanna, Pianoforte

5 ottobre
Liszt e il romanticismo francese
Funérailles
Sogno d’amore n. 3
Aroldo in Italia di Hector Berlioz
Ilaria Vanacore, pianoforte
Dimitri Mattu, viola Angela Oliviero, pianoforte

12 ottobre
Sonetti e Preludi
Les Preludes
Sonetti del Petrarca n. 47 e n. 123
Mazeppa
Vallée D’Obermann
Romance
“Canzone Napolitana”
Paola Meloni e Amedeo Cannas, duo pianistico
Varvara Kotova, pianoforte
Enrico Masala, pianoforte
Veronica Mereu, pianoforte

19 ottobre
Liszt in Italia
Sonata Dante
Venezia e Napoli
Sonata in si minore
Fabio Moi, pianoforte

26 ottobre
Liszt all’Opera
Bach/Liszt: Preludio e fuga in do minore
Leggenda di San Francesco di Paola che cammina sulle onde
Fantasia e fuga sul nome B.A.C.H
Sonetto del Petrarca n. 104
Valzer dal “Faust” di Gounod
Parafrasi dal Rigoletto
Stefano Figliola, pianoforte

Scarica la locandina locandina dell’evento

Il Pedale di Chopin a Pinè Musica

3 agosto 2010

Il 14 luglio scorso, Francesco Giammarco ha tenuto una conferenza di presentazione del suo libro “Il Pedale di Chopin”, pubblicato nel marzo scorso dall’Editore Zecchini, nell’ambito del festival pianistico “Le Tastiere Raccontano”.
Il festival, organizzato da Pinè Musica (in provincia di Trento), ospita ogni anno i corsi estivi dell’Accademia Pianistica di Imola, e Francesco Giammarco ha parlato della sua ricerca sull’estetica del pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin davanti ad un pubblico formato dai giovani pianisti giunti a Pinè per seguire i corsi di maestri come Franco Scala, Leonid Margarius, Piero Rattalino e Riccardo Risaliti.
Su Pianosfera,  a breve nella sezione Video, potrete trovare un lungo estratto della conferenza.

Intervista a Paul McNULTY

29 aprile 2010

Le interviste di Pianosfera si arricchiscono di un nuovo capitolo.

Paul McNulty parla con Pianosfera della recente costruzione di un Pleyel da concerto del 1830.

Paul McNulty è già noto a Pianosfera per il bellissimo Walter del 1805 appositamente costruito per l’Associazione Mozart Italia di Cagliari. In occasione del bicentenario chopiniano Paul McNulty ha realizzato, per la prima volta, una copia del Pleyel da concerto fabbricato a Parigi all’inizio degli anni trenta dell’Ottocento; esattamente lo strumento di cui si serviva abitualmente Chopin, che – come è noto – prediligeva questi pianoforti per il loro suono e per la leggerezza della loro meccanica. Il Pleyel era uno degli strumenti più famosi e apprezzati dell’epoca ed era fornito della cosiddetta meccanica inglese, assai differente da quella montata su tutti gli strumenti viennesi che Paul McNuty costruisce da molti anni. (Per una spiegazione dettagliata e approfondita sulle caratteristiche delle due diverse meccaniche, rimandiamo alla “breve storia del pianoforte” che si può facilmente trovate nel nostro sito).

La costruzione artigianale di uno grande strumento da concerto di epoca romantica (il Pleyel è lungo due metri e mezzo), che prevede già diverse parti metalliche ed una discreta tensione delle corde, è un operazione piuttosto complicata, che ha preso a Paul McNulty quasi un anno di lavoro, ma il risultato è stato entusiasmante e lo si può apprezzare su you.tube, dove sono presenti alcune registrazioni di Viviana Sofronitsky effettuate proprio su questo strumento.

Nella lunga intervista che ci ha gentilmente rilasciato, Paul McNulty ci spiega le ragioni che l’hanno spinto a scegliere di replicare, tra i vari pianoforti dell’epoca Chopin, proprio il Pleyel e ci svela alcune sorprendenti caratteristiche dello strumento.

Happy Fingers a Pianosfera

9 aprile 2010

Una conversazione con Tiziano Poli su Happy Fingers inaugura la sezione delle interviste di Pianosfera. Il pianista milanese, concertista e didatta di fama, ha recentemente brevettato un dispositivo per sviluppare il corretto movimento digitale – dispositivo cui ha appunto dato il nome di Happy Fingers – e nell’intervista risponde a domande sui principi che hanno ispirato l’invenzione e sul suo funzionamento.

Gli attrezzi per allenarele dita possono sembrare un retaggio ottocentesco, ma non affatto cos Basta vedere Happy Fingers e scoprire come funziona per capire che si basa su principi moderni e perfettamente razionali, ed tra l’altro, utilissimo a comprendere il funzionamento della mano al pianoforte.

Tiziano Poli ha naturalmente un suo sito (www.tecnicapianistica.com) dove si possono trovare tutte le informazioni su Happy Fingers, illustrazioni, filmati, una dettagliata spiegazione dei principi biomeccanici che hanno portato alla sua invenzione, molte testimonianze di pianisti (anche molto famosi!) che l’hanno usato e ne hanno constatato l’efficacia.

Nel sito si putrovare anche una preziosa ed esauriente sezione dedicata alla tecnica pianistica e ai movimenti di tutte le articolazioni coinvolte nell’azione del corpo alla tastiera.

Il Pedale di Chopin edito da Zecchini

8 febbraio 2010

Il Pedale di Chopin, il saggio di Francesco Giammarco sull’estetica del pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin, è stato acquistato dall’editore Zecchini.
Zecchini è uno dei più importanti editori musicali italiani e uno dei più presenti sul mercato. Il suo interesse per il Pedale di Chopin costituisce per noi un importantissimo riconoscimento.
Le trattative erano in corso da alcuni mesi e per questa ragione, contrariamente a quanto annunciato sul nostro sito la scorsa estate, abbiamo sospeso la pubblicazione on-line. Ci scusiamo con i nostri amici per il lungo tempo senza informazioni. Speriamo che quanti attendevano la versione on-line rimarranno altrettanto soddisfatti da quella cartacea.
Il libro verrà pubblicato nella collana I Manuali del Pianoforte, la stessa nella quale si possono trovare gli scritti sul pianoforte di Piero Rattalino, e sarà in tutti i negozi specializzati ai primi di Marzo. Chi volesse ulteriori informazioni su tutto il catalogo Zecchini, le potrà trovare sul sito http://www.zecchini.com
Il Pedale di Chopin si potrà comunque acquistare anche attraverso Pianosfera, mandando una mail a info@pianosfera.com

Il Pedale di Chopin
L’estetica del Pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin
Pag. 122
87 esempi musicali
Premessa
Introduzione
Capitoli:
1. Pedale antico e pedale moderno
2. Il pedale in relazione al basso
3. Il pedale in relazione alla scrittura pianistica
4. Il pedale in relazione all’articolazione
5. Il problema del non-pedale
6. Il problema del pedale sincopato

Il Pedale di Chopin è un saggio inedito scritto da Francesco Giammarco sull’estetica del pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin.
Del complesso di azioni che compongono l’esecuzione pianistica, l’impiego del pedale di risonanza è quella che più di tutte viene tradizionalmente lasciata all’istinto e alla sensibilità personale dell’interprete. L’uso del pedale, influenzato di volta in volta dallo strumento, dall’acustica della sala, dalle condizioni psico-fisiche dell’interprete, viene in genere considerato difficilmente trascrivibile sullo spartito con un soddisfacente grado di precisione.
Questo atteggiamento è stato condiviso da molti compositori, ma non da Fryderyk Chopin, che nelle sue partiture mostra una fiducia nel segno del pedale superiore a quella di chiunque altro.
Nonostante ciò, le sue indicazioni originali riguardo a dove mettere in pedale, dove toglierlo, e dove non usarlo vengono costantemente rilette alla luce di una tecnica di pedalizzazione moderna, o tranquillamente trascurate nei casi in cui non coincidano con ciò che l’esecutore considera un “bel pedale”. In pratica, nei confronti della musica di Chopin, l’idea che alle indicazioni di pedale si debba la stessa fedeltà che si ha verso il resto del testo originale è tutt’altro che scontata, e in pianisti e didatti prevale la convinzione che i pedali indicati debbano comunque essere aggiustati.
L’ipotesi su cui indaga “Il Pedale di Chopin” è invece diametralmente opposta. Il saggio vuole dimostrare che i segni di Chopin sono nella grande maggioranza dei casi perfettamente logici e realizzabili. Essi rispondono semplicemente ad una tecnica di pedalizzazione diversa da quella tardo-ottocentesca e ancora più, da quella moderna: diversa, ma in sé perfettamente compiuta.
Presi alla lettura, i pedali di Chopin svelano la concezione estetica dell’autore più di molti altri segni della partitura e costituiscono la preziosissima chiave d’accesso ad una lettura filologicamente più appropriata della sua musica.

Tre concerti cameristici a Palazzo Siotto

9 dicembre 2009

Dopo il tradizionale appuntamento estivo al Teatro Civico, quest’anno le Serate Mozartiane tornano a Dicembre in un ciclo di appuntamenti dedicati ai giovani. I tre concerti cameristici, organizzati grazie all’appoggio della Provincia di Cagliari, si terranno nel Salone dei Ritratti di Palazzo Siotto, in via dei Genovesi 114, il 4, il 12 e il 19 Dicembre e vedranno protagonisti alcuni tra i più sicuri talenti della nuova generazione di strumentisti cagliaritani.

Ad inaugurare la rassegna il 4 Dicembre saranno i pianisti Marco e Alberto Sanna, che tra musiche Haydn, Chopin, Liszt, Skriabin e Prokofiev si alterneranno alla tastiera in un programma di grandissimo impegno virtuosistico.

Il 12 Dicembre sarà la volta del giovane Matteo Porcu, che accompagnato al pianoforte da Gian Filippo Piga, sarà impegnato in un programma di Sonate classiche di Mozart e Beethoven.

L’appuntamento conclusivo del 19 Dicembre vedrà come protagonista il quartetto Amphion, un ensemble di recente formazione composto da giovani ma già affermati strumentisti, tutti regolarmente impegnati in un intensa attività cameristica e con l’Orchestra dell’Ente Lirico di Cagliari. Il quartetto d’archi, formato dai violinisti Gianmaria Melis e Lucio Filippo Casti, dal violista Salvatore Rea e dal violoncellista Vladimiro Atzeni, proporrà al pubblico d Cagliari due indiscussi capolavori del genere: il quartetto “La caccia” di Mozart e il quartetto “Rosamunda” di Franz Schubert.
I concerti sono alle ore 21.00 e l’ingresso è libero.

Tre concerti cameristici a Palazzo Siotto
4, 12, 19 Dicembre
ore 21.00
ingresso libero

Una tastiera storica per l’Associazione Mozart Italia di Cagliari

15 ottobre 2009

Pianosfera è felice di poter comunicare che il fortepiano modello Walter & Sohn 1805, commissionato a Paul McNulty dall’Associazione Mozart Italia, è finalmente arrivato a Cagliari. Dopo la sua inaugurazione, Fortepiano McNultyavvenuta il 16 Settembre scorso durante il concerto finale delle Serate Mozartiane 2009, lo strumento ha trovato la una collocazione ottimale nella biblioteca di Palazzo Siotto in via dei Genovesi, 114. La biblioteca è adiacente al Salone dei Ritratti, dove lo strumento potrà esser velocemente traslocato in occasione dei concerti che vi si tengono abitualmente. Chi volesse affittare la Sala avrà d’ora in avanti a disposizione, oltre al pianoforte Yamaha C3, anche un fortepiano McNulty copia di Walter 1805. La scelta dell’Associazione è caduta su questo modello, invece che sulla copia del Walter direttamente posseduto da Mozart, per via della sua maggiore duttilità. Lo strumento del 1805 mantiene infatti tutte le caratteristiche – tipo di sonorità, Prellmechanick, ginocchiere – del modello anteriore, ma la sua maggiore potenza e l’estensione di cinque ottave e mezzo – fa do4 – lo rendono ottimale per l’esecuzione dei concerti con orchestra e di tutto il repertorio viennese fino al 1810. Dunque, oltre a Mozart, sul Walter di Palazzo Siotto si potrà suonare tutto Haydn e la musica pianistica di Beethoven fino ad oltre l’op. 70.

Anton Walter (1752 – 1826) fu senza dubbio il più importante costruttore di pianoforti di Vienna fino a oltre la fine del XVIII secolo. Migliorò il modello di meccanica viennese e si guadagnò per primo il titolo di “Costruttore di Corte”. I suoi strumenti furono apprezzati per la loro qualità da Mozart, che comprò un Walter nel 1782, e da Beethoven, che nel 1802 fu anch’egli sul punto di acquistarne uno. Secondo il figlio di Mozart, Carl: “Mio padre aveva una particolare preferenza per questo strumento e lo voleva sempre, non solo nel suo studio, ma anche in ogni luogo dove teneva i suoi concerti, sia che si trattasse di teatri, saloni o cortili”.

Particolare della martellieraChi volesse conoscere meglio le caratteristiche tecniche del fortepiano, e le referenze del suo costruttore, può trovare tutte le informazioni sul sito di Paul McNulty. http://www.fortepiano.eu. Per una testimonianza diretta del magnifico suono dei suoi strumenti, suggeriamo di ascoltare gli integrali delle sonate di Haydn, Mozart e Beethoven, registrati da Ronald Brautigam per la casa discografica Naxos. http://www.naxos.com

Interpretazione Pianistica: il nuovo e-book su Il Pedale di Chopin

23 settembre 2009

Gli elementi che contribuiscono a connotare un’interpretazione pianistica sono diversi, anche se in genere strettamente correlati. Essi vanno dalla gestione degli elementi dinamici e agogici al rapporto tra articolazione e accentazione, dall’equilibrio tra le voci alla scelta del tocco.

Fredericb ChopinDa ormai molti decenni ha acquistato un peso determinante nelle scelte interpretative anche l’elemento storico e filologico. La ricerca di una sintonia con la sensibilità estetica del compositore e dei suoi contemporanei svolge un ruolo sempre maggiore nelle scelte interpretative di molti pianisti moderni.
Sotto questo aspetto, si sono andati affermando via via sempre più saldamente i concetti di Urtext (testo originale) e di Urklang (suono originale). A questi si è aggiunto più recentemente il concetto di Urtechnik (tecnica pianistica originale).

Tutt’altro che confinato alla ricerca storica più specializzata, quest’ultimo ramo dell’indagine filologica può essere la vera chiave d’accesso ad un rapporto più autentico col testo originale di molta musica pianistica del XVIII e del XIX secolo. Nel suo ambito, l’attenta osservazione delle indicazioni originali di pedale ricopre un ruolo di primaria importanza, per la semplice ragione che il pedale di risonanza è il più potente mezzo di modificazione del suono che un pianista ha a disposizione.

Comprendere la mentalità con cui il compositore lo usava e lo indicava significa afferrare una gran parte della sua “idea” di come dovessero suonare sia lo strumento che le sue composizioni. Tuttavia, per molte ragioni, ma principalmente per la convinzione che le indicazioni di pedale siano sempre e comunque un tipo di segno approssimativo e incompleto, l’ipotesi di lavorare sul concetto di Urpedal viene proposta molto timidamente dagli studiosi, ed è generalmente trascurata dagli esecutori. E questo accade non solo quando i segni di pedale originale mancano o sono oggettivamente incompleti, ma anche di fronte a partiture in cui compositore si è chiaramente sforzato di indicare il pedale nel modo più esauriente possibile. È il caso della musica pianistica di Fryderyk Chopin.

Il pedale di ChopinIl pedale di Chopin (80 pagine, 65 esempi musicali, sei capitoli)è uno studio che parte invece proprio dall’ipotesi di prendere alla lettera i pedali indicati da Chopin. Il saggio vuole dimostrare che essi non hanno nulla di approssimativo o incompleto, ma sono l’espressione di una tecnica di pedalizzazione e di un’estetica pianistica precisa e compiuta. E che, sotto questo aspetto, possono rappresentare un solidissimo punto di partenza per una rilettura storicamente più appropriata dell’opera pianistica di Fryderyk Chopin.

Lo studio di Francesco Giammarco si apre ricostruendo la storia del pedale di risonanza fino a Chopin, e cercando di inquadrare le principali differenze tra l’uso moderno e la mentalità con cui esso veniva considerato dai pianisti della prima metà dell’Ottocento.
Dopo questa introduzione storica, il libro entra nel vivo dell’argomento, esaminando in quattro capitoli gli aspetti fondamentali del problema: il pedale in relazione al basso, il pedale in relazione all’articolazione, il problema del non-pedale, il problema del pedale sincopato.

On-line il nostro sito

7 settembre 2009

Da oggi l’Associazione Pianosfera si sdoppia.. e dopo il blog è on-line anche il nuovo sito pianosfera.com in cui troverete news, interviste, registrazioni, eventi, manifestazioni e tutto ciò che riguarda il mondo di Pianosfera.

Il sito vuol essere un punto di riferimento per tutti coloro che amano il pianoforte e che sono interessati allo studio della storia, della tecnica e della metodologia pianistica. Un sito ricco di materiale utile ed interessante per professionisti e studiosi, ma anche per gli appassionati che vogliano conoscere più da vicino il mondo del pianoforte.

Su pianosfera.com sono infatti disponibili Traduzioni di metodi storici, file audio, programmi e orari dei corsi di pianoforte e dell’attività concertistica organizzata in collaborazione con l’Associazione Mozart Italia, con il Keyboard Trust di Londra e con l’Istituto di Studi Storici Giuseppe Siotto di Cagliari.

Il pedale di ChopinSu pianosfera.com sarà possibile acquistare Il Pedale di Chopin, un saggio inedito scritto da Francesco Giammarco, sulla storia e l’estetica del pedale di risonanza nella musica pianistica di Fryderyk Chopin.

Nelle 80 pagine del libro vengono analizzate approfonditamente la mentalità con cui Chopin si pone nei confronti del pedale di risonanza, la logica delle sue indicazioni e l’estetica pianistica che da esse può essere dedotta.